La mela Seuka

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Coppia di mele seuka

La mela Seuka o Zeuka è frutto caratteristico ed originario della Slavia italiana. La sua patria è la borgata di Seuza (Grimacco). Agli inizi del secolo scorso la produzione, nel distretto di San Pietro al Natisone superava i 20.000 ql. annui. I mercati di frutta di Cividale e Udine, da novembre ad aprile venivano alimentati per 4/5 dalla mela Zeuka. Tale frutto ha qualche lieve somiglianza nella forma e nel sapore all’Annurca. È di forma sferico allungata, un pò depressa all’estremità. Presenta una buona resistenza alla ticchiolatura e ad altre malattie crittogamiche e difficilmente il verme procura danni sensibili. L’epoca di maturazione va dalla fine di ottobre ai primi di aprile. La robustezza, rusticità, fertilità, bontà del frutto della pianta ha fatto si che essa si diffondesse in tutte le vallate del Natisone con successo.” (bullettino della associazione agraria friulana, Volume XXVI anno 1909 pp. 19, 20)
A distanza di oltre cento anni dalla relazione fatta dall’associazione agraria friulana la realtà si presenta molto diversa. La mela Seuka, frutto tipico delle Valli del Natisone, è a rischio estinzione. Tuttora utilizzata nella tradizione culinaria locale, è davvero inconfondibile. Il suo profumo e l’aroma intenso la rendono unica al punto che i nostri antenati la usavano spesso per profumare la biancheria nei cassettoni. E’ croccante e gustosa oltre a conservarsi intatta nel sapore per mesi anche senza necessità di riporla in frigorifero. Il suo colore, a seconda delle zone in cui cresce, assume varie tonalità di rosso dal più acceso a un misto giallo e arancio. Ricca di vitamine veniva conservata dai contadini nel fieno o riposta in grandi buche scavate nel terreno vicino a casa e ricoperte di paglia.
La pianta della mela Seuka è piuttosto esigente. Preferisce crescere, infatti, in spazi molto più ampi rispetto alle altre varietà. Le migliori Seuke sono proprio quelle raccolte da alberi che vivono in queste condizioni ambientali.
La produzione si mantiene però piuttosto modesta, ogni melo produce non più di dieci chili di frutta rispetto alla media di 20 chili di altre qualità. La scarsa quantità di mele prodotta da ogni pianta, che non incentiva economicamente la sua coltivazione, oltre a una serie di caratteristiche proprie della stessa possono essere annoverate tra le cause del costante abbandono della coltura da parte dei produttori locali.
Uno dei problemi della mela Seuka è il picciolo che si presenta corto al punto da provocare il prematuro distacco del frutto dal ramo durante la crescita. Altro inconveniente è rappresentato dalla predisposizione della pianta agli attacchi di cocciniglia. Tentativi di incrocio al fine di renderla più resistente ai parassiti hanno condotto a una mela che se nell’aspetto appare più gradevole della Seuka (le Seuke hanno una forma irregolare con dimensioni spesso modeste) non le somiglia affatto quanto all’inconfondibile e apprezzato sapore.
Si parla molto della necessità di salvare la Seuka magari anche attraverso una tutela a livello europeo. In ogni caso meraviglioso sarebbe rivederla comparire come protagonista nelle nostre vallate.
Sueka or Zeuka is a typical apple of “Slavia Italiana”. Its country is the village of Seuza (Grimacco). At the beginning of last century the production in San Pietro al Natisone exceeded annually the 20.000 tons. Fruit markets of Cividale and Udine, from November to April were fed for 4/5 by Zeuka. This fruit has some slight resemblance in form and flavour with Annurca. It is spherical in shape, slightly depressed at the end. Has a good resistance to scab and other synusiae diseases and hardly the worm causes sensitive damages. The vesting period runs from late October to early April. The strength, hardiness, fertility, the goodness of the fruit of the plant made it spreads successfully in every country of Valli del Natisone.” (bullettino della associazione agraria friulana, Volume XXVI year 1909 pp. 19, 20).
At a distance of more than one hundred years after the report made by the agrarian association of Friuli Venezia Giulia reality is quite different. Seuka as the typical fruit of Valli del Natisone, is in danger of extinction. Still used in local cuisine, it’s truly unmistakable. Its aroma and intense perfume make it unique to the point that our ancestors used it to scent linens in drawers. It’s crispy and tasty and it’s able to preserve intact in flavor for months even without the need to store it in the refrigerator. Its color, depending on the areas where it grows, takes various shades of red to a mixture of yellow and orange. It’s rich in vitamins and peasants used to preserve it in the hay or stored it in large pits dug into the ground near the house covered with straw.
The plant of Seuka is pretty demanding. It prefers to grow in much wider spaces than other varieties. The best Seuka are those collected from trees that live in those conditions. The production is rather modest. Every tree produces no more than ten pounds of fruit compared to 20 pounds of other qualities. The scarce amount of apples produced by each plant, which deters economically its cultivation, as well as a series of other characteristics of Seuka trees can be counted among the causes of the constant reduction of the cultivation by local producers.
One of the problems of Seuka is the stalk that looks so short to cause premature detachment of the fruit from the branch during growth. Another drawback is the plant’s susceptibility to attacks of cochineal. Attempts to crossbreed in order to render it more resistant to pests led to an apple that looks nicer in appearance of Seuka (Seuka has an irregular shape with often modest size) does not resemble at all with regard to the unmistakable and appreciated flavor.
There is much talk about the need to save Seuka maybe even through european level protection. In any case, it would be wonderful to see Seuka’s trees appear again as protagonists in our valleys.

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5 risposte a La mela Seuka

  1. giovanni pascolini dice:

    è doveroso ricordare il dott GUIDO POGGI già Capo dell’Ispettorato Statale all’Agricoltura di Udine…persona di altissima cultura e agronomo che si è profuso con profonda competenza nello sviluppo della economia agricola delle VALLI DEL NATISONE,BENECJIA…negli anni’50-’60.

  2. giovanni pascolini dice:

    è doveroso ricordare il dott. Guido Poggi capo dell’Ispettorato Agrario Statale di Udine,persona di altissimo livello culturale ,agronomo che si è dato molto per lo sviluppo agricolo della BENECJIA negli anni’50-’60 <3

  3. Artigianato Valli del Natisone dice:

    Esistono diverse specie di Zeuka che crescono nelle Valli del Natisone ma anche in Carnia e nel maniaghese in provincia di Pordenone. Per saperne di più consigliamo un testo molto interessante:
    “Pomologia friulana” edito dall’ERSA nel 2000. Consultatelo è interessante…….
    Di seguito un link utile

    http://www.pomologia.it/Libri/Pomologia_friulana.aspx

  4. Renzo Onesti dice:

    la “seuka” era anche la fonte del meraviglioso nettare: il mosto di mele. esso veniva prodotto anche con altre qualità di mele e pure con le pere “tèbuke” e “korascìze”. come dicevo, la seuka era preferita in quanto il suo mosto, molto dolce, saporito e rinfrescante, quasi officinale, rimaneva limpido e dolce per un tempo più lungo, specie se conservato in cantine fresche e al riparo dalla luce. in famiglia, veniva consumato come un buon dissetante,ricco di zuccheri e vitamine e fino che non avveniva la trasformazione degli zuccheri in alcol, era la delizia del palato per i bambini……

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